Uccidetelo ancora

shame

Se l’è cercata vale un po’ per tutti, dalla ragazza che esce da sola troppo tardi al pensionato che affida i suoi risparmi a una banca. Perché è molto rassicurante pensare che non sia il mondo ad essere crudele ed ingiusto, che non ci siano persone che si approfittano degli altri e che invece le disgrazie alcuni se le meritino, ma solo alcuni perché invece a noi, quegli scaltri, non potrebbero capitare mai.

È un dettaglio che colpevolizzando le vittime ci rendiamo un po’ più disponibili ad essere le prossime, rendiamo accettabile quello che non dovrebbe essere, lo legittimiamo, rinunciamo a cambiare quello che giusto non è, o almeno a metterlo in discussione, criticarlo.

Diciamo in sostanza che il banchiere che non informa correttamente il risparmiatore per guadagnare qualche decina di euro di commissioni in più è più comprensibile del risparmiatore che si fida di lui cercando una persona che per lavoro dovrebbe aiutarlo a proteggere i propri risparmi dall’inflazione. Diciamo che in fondo è giusto che le banche ingannino i propri clienti non esperti in economia finanziaria.

È un dettaglio che spostare sulla vittima la responsabilità di una truffa subita sia la prima causa della mancata denuncia della gran parte delle truffe che avvengono ogni giorno. La vergogna di essere stati truffati, soprattutto per le persone anziane e sole è devastante. Molte delle persone che si tolgono la vita dopo aver subito una truffa, lo fanno per la vergogna di essere stati raggirati e di doverlo confessare agli altri, renderlo pubblico, qualsiasi sia l’entità del danno.

Luigi, un onesto signore che ha perso ha perso i suoi risparmi, non ha gridato insulti contro politici e banchieri ormai ripetuti fino alla nausea dall’utente medio di ogni social network da non significare più niente. Se ne è invece andato in punta di piedi da questo mondo, per la vergogna.

Ed è solo un dettaglio, ma rivoltante, che parlare della sua presunta ingenuità o sprovvedutezza, sia un po’ come ucciderlo un’altra volta.

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