Sovranisti

C’era una volta un movimento, vero, non creato da un comico, che si opponeva alla globalizzazione così come l’abbiamo conosciuta, che si opponeva alle politiche dell FMI, che affamano interi paesi provocando masse di migranti, che chiedeva l’estinzione dei debiti degli stati da cui provengono la maggior parte dei migranti, quelli di cui di cui ora abbiamo paura.

Quel movimento fu etichettato come “no global”, ma era invece un movimento internazionale, globale e trasversale, univa gruppi provenienti da culture diverse, da quella cattolica a quella socialista, anche perché per combattere lo strapotere delle multinazionali o di altri enti che agiscono a livello globale non puoi fare che altrettanto, cioè trovare altre popolazioni o alleati con cui unirsi a livello globale nella lotta. Quel movimento fu represso nel sangue nella sua ultima e più eclatante manifestazione pubblica, il G8 di Genova del 2001.

L’11 Settembre dello stesso anno fu il colpo di grazia, da allora, chiunque fosse un dissidente fu considerato un terrorista. Come se non fosse bastato ridurre a fantasmi a forza di botte chiunque fosse stato coinvolto nelle proteste degli anni precedenti.

C’era chi lo aveva capito prima di Grillo, Di Maio e Salvini, che la globalizzazione economica, senza la salvaguardia dei diritti delle persone, avrebbe portato ad immani disastri, carestie, migrazioni di massa, e anche all’impoverimento della classe media europea. La soluzione, o almeno un tentativo di soluzione, era quella di diffondere i diritti di cui godiamo, anche nei paesi dai quali oggi le persone fuggono, non erigere un muretto. Perché se fuggi da una morte quasi certa, poco importa andare incontro ad un’altra morte quasi certa. Per quello si combatteva o almeno si tentava, contro le cause delle migrazioni e non contro i migranti.

Oggi c’è chi diffonde incubi, allora c’era chi diffondeva un sogno.

Oggi invece si parla di Sovranismo, si creano nuove barriere, mentre si cerca di distruggere la Comunità Europea che ovviamente ha sempre avuto più potere dei singoli stati membri nel confrontarsi, nel bene e nel male, con le multinazionali.

Oggi ci si ritira ognuno nel proprio orticello, facendo un favore a chi muove capitali e imprese su tutto il globo, e criminalizzando chi ne subisce le conseguenze, senza pensare che i prossimi a cui potrebbe toccare potremmo essere noi. O addirittura sfruttando la paura che potrebbe accadere per qualche punto di consenso in più.

Oggi si chiama Sovranismo, perché Nazionalismo è una parola che fa paura, il Nazionalismo è quello che ha portato alle guerre mondiali e all’ultima guerra in Europa, quella nella ex Jugoslavia solo 20 anni fa, mentre la Comunità Europea è quella che ha garantito la pace per 80 anni tra paesi nemici da secoli.

Oggi assistiamo di nuovo all’unione del Nazionalismo ad una sorta di Pseudo Socialismo. È una cosa già avvenuta. Sì la storia non si ripete mai alla stessa maniera, per carità, ma anche si ripetesse in maniera diversa non ci sarebbe molto da festeggiare. Se ci sono state due guerre mondiali perché non ce ne potrebbe essere una terza. Poco importa che etichetta si vorranno dare o vorremo dare ai protagonisti di tale disastro. Se vogliono chiamarsi Sovranisti che lo facciano, è una questione secondaria.

E ancora sorrido pensando a chi si preoccupava di quei quattro gatti di Casapound mentre la Lega era già al governo e qualcuno la considerava una costola della sinistra.

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